la verità sulle competenze e il rimpallo delle responsabilità
La vertenza dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari ha portato allo sciopero del personale, esasperato da carenze di organico e salari accessori bloccati. Nel dibattito politico e pubblico di questi giorni si assiste, tuttavia, a un rimpallo di responsabilità che rischia di confondere i piani e le reali competenze.
Appare singolare, ad esempio, che il Sindaco chiami in causa l’Università per la gestione della crisi. L’Ateneo partecipa agli organi di indirizzo, ma in questa specifica vicenda gestionale e finanziaria ha lo stesso peso del primo cittadino: nessuno dei due ha potere diretto sul bilancio, sui pagamenti o sul reclutamento del personale dell’azienda ospedaliera.
Il sindaco è certamente consapevole che la competenza esclusiva, in questo caso, è della Regione Sardegna, l’unica istituzione titolata ad affrontare i problemi strutturali. È l’amministrazione regionale, infatti, a organizzare il servizio sanitario, nominarne i vertici, approvare i bilanci e definire i finanziamenti. Dal 2007, per legge, la Sardegna finanzia interamente la sanità sul proprio territorio attingendo al proprio bilancio, senza alcun apporto statale. I fondi per assunzioni e stipendi sono interamente regionali.
Alla luce di ciò, anche il coinvolgimento del Governo appare pretestuoso. Il rinvio delle responsabilità al Ministro dell’Economia Giorgetti sembra più un tentativo di distrazione che una reale soluzione. Il Governo non può risolvere la carenza di personale o la mancanza di risorse, semplicemente perché quei fondi non si trovano a Roma. Inoltre, nessun ministro può costringere un revisore dei conti a certificare dei documenti se mancano i presupposti di legge.
Indirizzare le proteste verso il Governo centrale o l’Università sposta l’attenzione mediatica, ma allontana il focus dall’unico ente che ha le risorse finanziarie e il potere organizzativo per curare la sanità sassarese: l’amministrazione regionale.
Sassari 9 ottobre 2026
Gianfranco Meazza
