Gianfranco Meazza

Periferie Urbane, consegnati i lavori a Santa Maria di Pisa

Sono stati consegnati in questi giorni i lavori nell’ambito del programma delle Periferie Urbane che coinvolgono il quartiere di santa Maria di Pisa, per 643.042,58 euro. Sono tutti interventi che rientrano tra quelli approvati, finanziati e progettati dalla precedente Amministrazione, con il Bando Periferie. Per un’altra parte dei progetti invece è stata necessaria una rimodulazione.

Gli interventi prevedono la realizzazione di una zona 30 nell’area tra via Leoncavallo e via Cilea, dove si trovano gli immobili di Area, e di attraversamenti pedonali rialzati; saranno risistemati lo spazio da adibire a parcheggio in via Leoncavallo, con la bitumazione e la segnaletica orizzontale e verticale e il tratto in via Madre Teresa di Calcutta in corrispondenza del parcheggio e marciapiede. Sono inoltre previsti due percorsi ciclabili mono-direzionali in via Leoncavallo nel tratto che fiancheggia il campo di calcio. Saranno rifatti i marciapiedi, con particolare attenzione a quelli di via Solari vicino alle scuole, così come la pavimentazione delle strade. I lavori dovrebbero concludersi, salvo contrattempi, a ottobre e saranno realizzati dall’impresa ELCAL srl di Favara (Agrigento).

Sono stati consegnati anche i lavori per l’intervento riguardante la realizzazione del parcheggio a raso di via Donizetti per 27 posti auto, di cui 2 riservati alle persone condisabilità. Anche in questa zona saranno rifatti i marciapiedi e nuovi percorsi pedonali. Saranno piantati alberi ed è previsto l’impianto di irrigazione, così come la sistemazione di aree giochi attrezzate. Previsto anche un impianto di illuminazione a Led delle aree destinate a parcheggio. L’importo dell’appalto è di 362.800 euro e i lavori, realizzati dall’impresa 3M srl (Austis – NU), dovrebbero concludersi a settembre.

Entrambi gli interventi sono stati programmati cercando di ridurre al massimo il disagio alla popolazione e per questo prenderanno avvio alla fine dell’anno scolastico

2 giugno Festa della Repubblica

La nostra Repubblica celebra oggi un anniversario importante.

Come si sa “res publica” indica la cosa comune. Indica ciò che tutti noi italiani abbiamo in comune. La retorica qualche volta offende, nella inutile enfasi, questa categoria storica e impedisce di avvertirne il significato autentico che contiene. Impedisce di comprendere che avere qualcosa in comune non è semplice e non è scontato. Sono più numerose di quello che pensiamo le realtà umane che hanno conseguito nulla o poco di comune, che non sono diventate quindi singolarità storiche, con una lingua e costumi condivisi. 

I popoli nascono nel tempo di una pazienza infinita. Trascorrono generazioni prima che la cosa in comune divenga un certo carattere, una tipica antropologia, un idioma linguistico, un paesaggio esteriore ed interiore, una religione o varie forme di liturgie e di culti civili. Qualche volta tutto questo accade per semplice contatto e pressione delle differenze, altre volte intervengono fenomeni di rottura e persino di scontro o di guerra. In ogni caso non è mai scontato che un popolo nasca e si affermi nel corso del tempo. Ancora meno scontato è che la singolarità di un popolo trovi una terra e uno spazio storico geografico in cui insediarsi e vivere in una sua indipendenza.

Sono innumerevoli i casi di popoli senza terra, quasi sempre scacciati e sconfitti, oppure vittime sacrificali di grandi potenze. Sono popoli migranti oppure sono popoli che vivono nel ventre di altri popoli, al loro margine periferico, qualche volta appena tollerati nella differenza che esprimono.

Qualche volta i popoli hanno una terra ben delimitata nei confini e tuttavia non hanno sviluppato, per molti complicati motivi, un’organizzazione istituzionale e politica. Il territorio diventa semplicemente il campo di una guerra civile permanente, di scorrimento di bande armate che si combattono per una supremazia qualche volta al soldo di interessi militari ed economici più grandi e influenti. 

Dovremmo ricordare almeno tutte queste cose quando festeggiamo la nostra res pubblica. 

Dovremmo ricordare il travaglio storico da cui proviene L’Italia. Siamo stati per generazioni un popolo senza unità territoriale e senza unità statale. Lo stesso sistema istituzionale dopo ben oltre  un secolo non si è sviluppato in modo maturo e completo come invece è accaduto in altri paesi europei. Non siamo cresciuti purtroppo a creare un ethos popolare e un sentimento di nazione.

La nostra unità politico statale è sempre stata fragile, quasi esteriore, non da tutti accettata come casa comune, intere parti del Paese si sono sentite ospiti più o meno graditi di altre parti che hanno esercitato egemonie repressive e il più delle volte veri e proprio disegni di sottomissione. Le divisioni territoriali, economiche e sociali sono state più volte sul punto di spezzare l’unità nazionale. Prima della Repubblica le lotte sociali potevano essere così cruente da mettere in discussione l’unità civile, fino alla guerra interna, fino al limite della guerra tra italiani. Il nostro è il solo tra i Paesi europei in cui la lotta politica può assumere il rango di una lotta tra nemici implacabili. L’unica democrazia matura in cui lo scontro politico può trovarsi a un passo dall’odio e dalla rottura insanabile. Siamo ancora il Paese in cui l’adesione al gruppo, al partiti, al clan  o alla famiglia assume un valore di riferimento a scapito dell’interesse generale. La grande stampa non fa mancare il suo apporto in questa drammatizzazione permanente dello scontro politico e dell’odio civile. Anche perché molto spesso si fa carico di interessi di gruppi di pressione, di potentati economici che ritengono di trovare terreno più fertile per le proprie richieste in un mondo politico debole e diroccato, sempre sul punto del collasso istituzionale. 

La vera sfida per l’Italia è fuoriuscire da questa logica partigiana. 

Le forze politiche devono riconoscersi a vicenda non come espressioni di partiti, ma come espressione della Repubblica. Nessun interesse anche particolare è davvero legittimo se non concorre in vario modo a realizzare i valori costituzionali. L’idea che i programmi possano essere, come a volte si dice alternativi, radicalmente alternativi, in realtà non può che violare il patto costituzionale. La competizione e anche l’agonismo non possono che esprimersi su proposte diverse, rappresentare interessi anche divergenti e tuttavia in una repubblica in buona salute, in una repubblica che si fonda sui valori costituzionali gli elementi condivisi saranno  considerevolmente superiori agli elementi di divisione. Dovrebbe essere considerato naturale, espressione della giusta tensione democratica, il fatto che i programmi dei partiti contengano numerosi denominatori comuni. E’ proprio in questi denominatori che essi possono esprimersi come attori importanti della storia repubblicana. La competizione e anche l’agonismo deve manifestarsi più che sui programmi sulla qualità della classe dirigente, sulla serietà, la competenza, l’onestà, la dedizione. Il medesimo programma o un programma simile può cambiare in relazione alla qualità del ceto politico che lo interpreta e cerca di tradurlo concretamente . Insomma è su questo piano che dovremmo inaugurare davvero un salto di qualità della storia della nostra repubblica. 

Il 2 giugno deve  essere un momento per riflettere su quale debba essere il futuro dell’Italia,  se possa divenire nazione, magari,   dentro un modello europeo differente. 

Guardando al futuro dell’Italia, la nota lieta e positiva che oggi abbiamo  è la presenza della grande  

personalità di Mario Draghi per la sua competenza e l’alto livello di statualità. Un uomo di stato capace di rappresentare bene gli interessi  dell’Italia in Europa. Con Draghi una nuova pagina della nostra Repubblica potrebbe aprirsi purché i partiti  che abbiamo cessino di svolgere il ruolo di un antagonismo minaccioso e offensivo. Non si tratta di ridurre tutto a un banale compromesso verso il ribasso ma verificare l’essenza stessa dell’intelligenza politica e cioè la capacità di trovare raccordi, nuovi equilibri, giuste e sagge decisioni che valorizzino le proposte di tutti. 

Giugno, 2021

Gianfranco Meazza

Rifacimento segnaletica nelle vie della città

Proseguono gli interventi di manutenzione sulla segnaletica non luminosa delle strade cittadine. A oggi alcune delle strade interessate dai cantieri coordinati dal settore Infrastrutture e Mobilità del Comune di Sassari sono state via Deffenu, via De Carolis, via De Nicola, via Forlanini, via Pinna, via Asproni, via Simon, via Mastino e dintorni, via Monte Grappa, via Padre Manzella, via Pascoli, via Rockfeller compresa la rotatoria di via Washington.Gli interventi hanno riguardato sia la segnaletica orizzontale, compresi gli stalli disabili, taxi, bus e carico scarico merci, sia quella verticale.

il Comune di Sassari sollecita Abbanoa

il Comune di Sassari sollecita Abbanoa a effettuare un immediato intervento di ripristino, ancorché provvisorio, che possa eliminare le situazioni di pericolo venutesi a creare a causa dell’interruzione dei lavori e dell’abbandono del cantiere» in via Bottego e via Colombo. È quanto si legge nella diffida inviata il 28 aprile dal Comune di Sassari ad Abbanoa. Nella lettera l’Amministrazione sottolinea anche come «ci si riserva di intraprendere tutte le azioni ritenute opportune nell’interesse della collettività»

Partono gli interventi di riqualificazione nelle borgate

L’Amministrazione comunale ha avviato sei progetti per la riqualificazione degli edifici pubblici nelle borgate della Nurra per un importo complessivo di 2.500.000 di euro di fondi della Rete Metropolitana. L’obiettivo è rendere di nuovo fruibili immobili comunali attualmente in disuso o parzialmente abbandonati. A Palmadula è già in corso il cantiere per la ristrutturazione e messa in sicurezza dei locali che ospitavano gli uffici comunali dell’anagrafe e delle Poste Italiane. Il secondo stralcio dei lavori riguarderà la ristrutturazione della restante parte dei locali. È stato già approvato il progetto esecutivo ed è in corso la procedura per l’affidamento dei lavori. L’importo complessivo del finanziamento è di 250mila euro. A Campanedda gli edifici interessati sono quelli in cui si trovano gli uffici delle Poste Italiane, il circolo e il centro sociale. È stato affidato l’incarico di progettazione per la redazione del progetto definitivo ed esecutivo, per un valore totale dei lavori di 500mila euro. A Villassunta gli immobili che saranno oggetto di restauro e riqualificazione sono l’ex centro sociale e la ex scuola elementare (dove attualmente ha sede il seggio elettorale e l’ambulatorio medico). Il Comune ha già affidato l’ incarico di progettazione per la redazione del progetto definitivo ed esecutivo. L’importo del finanziamento è di 350mila euro. Nella borgata di Villassunta inoltre sono quasi terminati i lavori di ristrutturazione riguardanti parte dell’ex centro sociale finanziati con il bilancio partecipativo delle borgate. Sono in fase di completamento anche le operazioni per gli allacci delle utenze Abbanoa ed Enel. A Tottubella gli interventi riguardano l’ex centro sociale, la ex scuola elementare e l’ex mercato. È stato affidato l’incarico di progettazione per la redazione del progetto definitivo ed esecutivo, per un importo complessivo di 800mila euro. A La Corte, con 300mila euro a disposizione, sarà rimessa a nuovo l’ex scuola elementare, oggi dismessa. Anche in questo caso è stato affidato l’incarico di progettazione per la redazione del progetto definitivo ed esecutivo. Anche a Biancareddu, sempre per 300mila euro, gli interventi riguardano la ex scuola. È stato affidato l’incarico di progettazione per la redazione del progetto definitivo ed esecutivo.

Lavori in via Monsignor Marongiu, modifiche alla viabilità

Partono giovedì 15 aprile i lavori di bitumatura di via Monsignor Marongiu del Rio, tra viale San Francesco e via Carso, che, salvo contrattempi, dovrebbero concludersi sabato 17. L’intera strada sarà fresata e bitumata e questo comporterà modifiche alla viabilità, con la chiusura della via e della parte bassa di via Savoia, tra via Carlo Ruggiu e via Monsignor Marongiu del Rio.Sarà sempre consentito il traffico locale: in particolare per chi scende in via Savoia, oltre via Piave sarà consentita esclusivamente la svolta a destra per via Carlo Ruggiu; per chi sale in viale San Francesco sarà consentita esclusivamente la svolta a destra per Piazzale Cappuccini e viale Trieste. È anche previsto il divieto di fermata nella parte iniziale di viale Trieste, in viale Trieste nel tratto compreso tra viale Caprera e viale Mameli, in viale Mameli tra viale Trieste e viale San Francesco, in viale San Francesco tra viale Mameli e via Monsignor Marongiu del Rio, in tutta via Monsignor Marongiu del Rio compresa l’intersezione con via Carso, in via Savoia tra via Piave e via Monsignor Marongiu del Rio.Il settore Infrastrutture e Traffico del Comune di Sassari raccomanda il rispetto dei divieti di fermata, per garantire l’esecuzione dei lavori secondo il programma stabilito.

Riscrivere il Codice dei contratti pubblici per accelerare le opere pubbliche

La burocrazia presente negli enti locali è un peso paralizzante per le imprese e opere pubbliche. Sarà molto difficile gestire le ingenti risorse dei fondi europei del next generation EU se il governo centrale non interviene sul versante degli appalti. Ma il problema vale per tutte le risorse che devono essere spese dagli enti locali. La normativa del Codice degli appalti è strutturata in modo troppo rigido. E’ complicata da applicare. Con 50 atti attuativi di difficile lettura che nello spirito del legislatore dovevano sostituire il pregresso DPR 207/2010. Il codice degli appalti per come è declinato rallenta l’azione amministrativa. Dalla materia del sub appalto ai poteri dell’Anac difficilmente attuabili (si pensi solo alle linee guida), dall’iter infinito dei livelli di progettazione, dall’avvalimento all’appalto integrato, dai criteri di valutazione delle offerte al sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e dell’albo dei commissari. Illogico, ancora per esemplificare, che non sia consentita la partecipazione alle gare di chi abbia già prestato ( in modo positivo) la propria opera in favore della stazione appaltante. La parte più farraginosa che genera patologie è quella della esecuzione dell’opera. Ancora per esemplificare se l’impresa è in difficoltà o se occorrono varianti o le risorse sono insufficienti si ferma tutto. Da qui la ragione del rallentamento e/o delle opere incompiute. Serve abolire il decreto legislativo sostituendolo con le disposizioni contenute nelle direttive europee del 2014 e la normativa ( già esistente) antimafia. Al contempo semplificare le procedure con riduzione dei formalismi, utilizzo più flessibile degli affidamenti, specializzare le stazioni appaltanti, diminuirne il numero e attribuire loro maggiori poteri e discrezionalità.

Bando periferie, si passa dai vecchi ai nuovi progetti.

La Giunta comunale ha approvato questa mattina, 9 aprile, la rimodulazione dei progetti di riqualificazione urbana del Bando Periferie per Baddimanna e via Donizetti, nel quartiere di Santa Maria di Pisa.Area di Baddimanna. La modifica è stata resa necessaria a causa della irrealizzabilità di alcune attività previste nel precedente progetto. Nell’idea originale si sarebbe dovuta realizzare una passerella aerea ciclo-pedonale di attraversamento che, partendo da un parcheggio interrato in via Bonorva superasse via Baldedda, la rete ferroviaria, fino a raggiungere via Ruffilli (per un costo di 640.000 euro). Per altri 440mila euro, erano programmati il parcheggio seminterrato in via Bonorva, per 25 posti auto, e stazioni di bike-sharing. Gli uffici tecnici hanno rilevato alcune criticità che rendevano però irrealizzabili i progetti. In particolare la passerella aerea violerebbe la normativa sui vincoli ferroviari, che impone l’inedificabilità nelle immediate vicinanze dei binari; inoltre pedoni e ciclisti avrebbero dovuto affrontare un dislivello di cinque metri esclusivamente attraverso una scala in quanto non era previsto un impianto elevatore. Il progetto è altamente antieconomico e «l’inattuabilità è correlata anche alle limitate risorse economiche rispetto alle opere che la passata Giunta intendeva attuare». Nel progetto approvato oggi dalla Giunta Campus è prevista la realizzazione di opere più leggere, senza appesantimenti infrastrutturali. «L’obiettivo è razionalizzare gli spazi già esistenti, mettendo in collegamento i percorsi ciclopedonali che così saranno finalmente fruibili e utili per la collettività» spiega l’assessore alle Infrastrutture della Mobilità Gianfranco Meazza, che ha presentato stamattina la pratica. Si sfrutterà la viabilità, rendendola più razionale e mettendola in sicurezza. Per risolvere i problemi della sosta auto, la carreggiata di via Bonorva sarà riqualificata con la realizzazione di parcheggi; di fronte si conferma invece la realizzazione del mercato rionale, coperto da pannelli fotovoltaici e un’altra area sarà destinata a parcheggio a raso con servizio bike-sharing completato da area verde e punto di ristoro. Si interverrà inoltre su una rete di percorsi pedonali, con adeguamento della carreggiata in via Piredda, gli spazi stradali e ferroviari opportunamente sistemati potranno diventare ulteriori aree fruibili, la pista ciclabile percorrerà via Bonorva e sarà adeguatamente attrezzata, attraverserà via Baldedda in direzione del sottopasso ciclopedonale. Sono previsti bagni pubblici autosanificanti. Si potrà così riqualificare questa particolare frangia periferica oggi in situazione di abbandono.Via Donizetti. Santa Maria di Pisa. Anche in via Donizetti era previsto un parcheggio seminterrato di 40 posti auto, stazioni di bike-sharing (per un costo totale di 967mila euro), oltre a un campetto di calcetto in erba sintetica non omologabile peraltro dotato di tribune, con copertura di impianto fotovoltaico che lo rendeva inutilizzabile per gran parte delle attività sportive. Il progetto presentava le stesse criticità legate all’anti-economicità. Anche in questo caso come per il quartiere di Baddimanna l’obiettivo è realizzare opere meno impattanti e più funzionali. Il campo sportivo già esistente sarà ripristinato. Una parte dell’area che è connotata da essenze arboree e sentieri potrà essere meglio utilizzata con una sistemazione a parco-giardino, offrendo uno spazio ricettivo complementare all’impianto sportivo; sarà anche realizzato un parco giochi per bambini e uno spazio per gli animali domestici e i loro accompagnatori; l’area asfaltata adiacente, già utilizzata dalle auto, sarà adeguatamente sistemata a parcheggio. Lungo via Donizetti, in base al progetto rimodulato, sarà realizzata, da un lato la pista ciclabile affiancata da un percorso-vita attrezzato; dall’altro una parte dell’area è destinata a parcheggio a raso, con copertura di pannelli fotovoltaici. Un’area vicina sarà destinata a sosta di motoveicoli e biciclette lungo la viabilità di collegamento. Previsto anche il servizio di bike-sharing. Anche in questo progetto sono programmati bagni pubblici autosanificanti.

Il significato della Pasqua

La Pasqua è tra le feste più importanti, come simbolo di rinascita assume un grande significato per tutti. Non distingue solo la storia della cristianità sul piano religioso ove il Cristo della fede spezza i vincoli della morte e risorge a nuova vita.Anche nel considerare il Gesù storico, i vangeli sono una delle più grandi storie come modello morale, segno valoriale e universale del senso ultimo dell’esistenza, del rapporto tra la vita e la morte.Evento di liberazione, la Pasqua (pasah) del passare oltre, per risorgere (da re-surgere:= rialzarsi) di fronte alla precarietà degli eventi della vita, alla fragilità di quello che siamo dopo avere attraversato la sofferenza, un fallimento, una malattia. Oggi forse ci eravamo illusi da uomini moderni di essere potenti e autosufficienti. La pandemia è giunta a ricordarci che siamo vulnerabili. Un piccolo virus invisibile ha fatto emergere la nostra fragilità, le paure, i risentimenti, ma anche la speranza. Ecco la Pasqua che racchiude la speranza come movimento della vita che si muove nuovamente verso la sua pienezza e che ci porta a rinnovarci. Resurrezione come speranza di rinnovamento e anche di liberazione dalla pandemia che ha sconvolto i rapporti tra le persone nel lavoro pubblico e privato.Non ci può essere la speranza se non si creano relazioni feconde verso la nostra prossimità. Terreno di ascolto e di incontro è in fondo la “fides” da cui scaturisce l’alleanza, esperienza difficile e faticosa ma da coltivare con cura e lungimiranza. Sia la Pasqua del Cristo della fede sia del Cristo storico richiamano l’Alleanza come patto fiduciario di costruzione di legami. Ove vale per ognuno l’essere il “tu” di qualcun altro, del prendersi cura, della famiglia, di una organizzazione, di un soggetto bisognoso, della “Polis” a cui si appartiene, con il proposito di condividere la costruzione del bene comune.Solo così l’inverno che c’è nel nostro cuore può dare spazio alla vita, alla Pasqua e alla costruzione di una Polis migliore.Buona PasquaAprile 2021Gianfranco Meazza

La Pasqua è tra le feste più importanti, come simbolo di rinascita assume un grande significato per tutti. Non distingue solo la storia della cristianità sul piano religioso ove il Cristo della fede spezza i vincoli della morte e risorge a nuova vita.Anche nel considerare il Gesù storico, i vangeli sono una delle più grandi storie come modello morale, segno valoriale e universale del senso ultimo dell’esistenza, del rapporto tra la vita e la morte.Evento di liberazione, la Pasqua (pasah) del passare oltre, per risorgere (da re-surgere:= rialzarsi) di fronte alla precarietà degli eventi della vita, alla fragilità di quello che siamo dopo avere attraversato la sofferenza, un fallimento, una malattia. Oggi forse ci eravamo illusi da uomini moderni di essere potenti e autosufficienti. La pandemia è giunta a ricordarci che siamo vulnerabili. Un piccolo virus invisibile ha fatto emergere la nostra fragilità, le paure, i risentimenti, ma anche la speranza. Ecco la Pasqua che racchiude la speranza come movimento della vita che si muove nuovamente verso la sua pienezza e che ci porta a rinnovarci. Resurrezione come speranza di rinnovamento e anche di liberazione dalla pandemia che ha sconvolto i rapporti tra le persone nel lavoro pubblico e privato.Non ci può essere la speranza se non si creano relazioni feconde verso la nostra prossimità. Terreno di ascolto e di incontro è in fondo la “fides” da cui scaturisce l’alleanza, esperienza difficile e faticosa ma da coltivare con cura e lungimiranza. Sia la Pasqua del Cristo della fede sia del Cristo storico richiamano l’Alleanza come patto fiduciario di costruzione di legami. Ove vale per ognuno l’essere il “tu” di qualcun altro, del prendersi cura, della famiglia, di una organizzazione, di un soggetto bisognoso, della “Polis” a cui si appartiene, con il proposito di condividere la costruzione del bene comune.Solo così l’inverno che c’è nel nostro cuore può dare spazio alla vita, alla Pasqua e alla costruzione di una Polis migliore.Buona PasquaAprile 2021Gianfranco Meazza