Funtana di Lu Colbu
La Giunta comunale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per trasformare l’ex inceneritore di Funtana di Lu Colbu in un centro direzionale ambientale al servizio dell’igiene urbana.
È una buona notizia. Quantomeno nel titolo. Perché quel luogo ha bisogno di essere recuperato, e l’idea di farne la base operativa del servizio rifiuti è sensata.
Però poi vai a leggere la relazione illustrativa del progetto, e si apprende: “attualmente l’opera non risulta essere finanziata”. Il costo complessivo è di 8 milioni di euro. Ad oggi sono stati pagati soltanto gli studi, grazie al fondo regionale per la progettazione iniziale. I soldi per realizzare il resto della progettazione e l’opera non ci sono.
Il progetto di fattibilità è il primo gradino, non il traguardo.
Dopo di esso servono le indagini strutturali, quelle ambientali, la progettazione esecutiva, i pareri della Soprintendenza e di tutte le altre autorità preposte alla gara; la bonifica dell’eventuale amianto e anni di cantiere. La relazione stessa stima circa un anno e mezzo circa di lavori. Ognuno di questi passaggi costa, e nessuno può partire senza un finanziamento certo. Poi c’è anche il versante dei costi, del mantenimento dell’opera, manutenzione ordinaria e straordinaria. Dove sono le risorse? anche su questo versante si registra un vulnus. Silenzio.
Se non ci sono le risorse per finanziare l’ulteriore progettazione, definitiva, l’attuazione dei lavori, costi per la gestione, di cosa stiamo parlando?
Il progetto rischia di finire in un cassetto. I prezzi su cui è stato calcolato invecchieranno, le norme cambieranno, e fra qualche anno ci si ritroverà a doverlo rifare, pagando una seconda volta. Una terza volta e così via, Centro intermodale, Colonia Campestre o Chiarella insegnano.
Sassari città non ha bisogno di annunci, ha bisogno di cantieri che si aprono e si chiudono.
Ciò che può essere chiesto al Sindaco è allora questo: un impegno, calandosi egli in un impegno amministrativo fatto di cose concrete. Lo stesso impegno che ha profuso per trovare le risorse di un milione e mezzo di euro per due ore di spettacolo per il Capodanno 2026 venga messo per trovare gli 8 milioni che servono a Funtana di Lu Colbu. Con una differenza però: lo spettacolo dura una notte, e poi finisce tutto. Mentre questa povera area di Funtana di Lu Coibu si trova così da decenni, uno scheletro industriale, con le coperture degli edifici che cedono da quindici metri d’altezza, i ferri del cemento armato scoperti e arrugginiti, le scale e le passerelle della torre camino a rischio di crolli, e la possibile presenza di amianto nei vecchi forni. E accanto a tutto questo c’è un centro di raccolta dove ogni giorno i cittadini portano i loro rifiuti. Con un accesso dimesso e con tutto intorno una vegetazione di sterpaglie secche cresciute in modo selvaggio e disordinato, senza parlare della strada fortemente ammalorata e piena di buche.
A vedere questa indecenza sembra addirittura strano che Sassari possa qualificarsi “Citta metropolitana” .
Se si è capaci di bussare alle porte della Regione per un grande evento, si deve essere capaci di farlo con la stessa determinazione per un’opera pubblica che toglie dal degrado un intero sito.
Serve un impegno, ma diverso, e segnatamente: un piano finanziario chiaro ove indicare ove arriveranno gli 8 milioni – Regione, fondi di coesione, mutuo, altre fonti – e in quali tempi. Ancora: un cronoprogramma pubblico: date per progettazione esecutiva, gara, avvio e fine dei lavori, da aggiornare periodicamente in commissione consiliare. In attesa del finanziamento, la messa in sicurezza delle parti pericolanti, a partire dalle strutture della torre camino, e la verifica sulla presenza di amianto, ma pure un minimo di intervento sulla infrastruttura stradale che conduce a quest’area caduta in disgrazia. E non si dica per favore (per esimersi tramite eccezioni solo pretestuose) che non si può intervenire perché di competenza di un consorzio di strada vicinale).
Approvare una progetto è facile, realizzarlo è il vero lavoro.
L’auspicio è che il Sindaco profonda la stessa energia che mette sui grandi eventi. Se Sassari Città Metropolitana merita la festa in piazza merita anche la decenza dei suoi luoghi.
Sassari, ottobre 2026
Gianfranco Meazza
