25 novembre

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

La giornata mondiale contro la violenza sulle donne merita una riflessione.

Un problema così importante e delicato richiama iniziative e progetti da radicarsi nel territorio con il fine di sensibilizzare e affermare la cultura del rispetto, della non violenza e della parità.

Presso il Comune di Sassari esiste il progetto Centro “Aurora” che nasce nell’anno 2000 con la prima Giunta del Sindaco Prof. Nanni Campus. 

Oggi è diventato un punto di riferimento nel territorio, per Sassari e Provincia.

Il Progetto Aurora è luogo di accoglienza. Aiuta le donne a prendere consapevolezza, supportandole nel percorso di uscita dalla violenza e per l’affermazione di libertà da ogni condizionamento negativo. E’ luogo di transito verso l’autonomia e la crescita personale.

Si rivolge  alle donne e ai loro figli che hanno subito  maltrattamenti nelle sue varie forme, alcune più visibili come quelle fisiche, altre più subdole come ad esempio umiliazioni e critiche continue, controllo costante anche di tipo economico, isolamento dal contesto sociale, comportamenti persecutori continuativi.

Il Centro si articola nelle seguenti funzioni:

  • svolge un ruolo di supporto alle vittime, attraverso il Centro Anti-violenza attraverso la consulenza psicologica e sociale;
  • mette a disposizione la Casa di accoglienza “Aurora”, struttura che ospita temporaneamente donne con o senza figli minori in situazioni di necessità legate a violenza fisica, sessuale o psicologica garantendo segretezza e anonimato in un ambiente sicuro e solidale.

Non è superfluo evidenziare come la presa in carico delle donne vittime presenti una gestione complessa e irta di difficoltà. Accade anche che in situazione con alto livello di pericolo alcune donne siano restie o si rifiutino di andare in casa rifugio perché gli episodi reiterati di violenza si alternano in modo ciclico a periodi all’apparenza “tranquilli” in quanto seguite da “pentimenti” o scuse del partner, e la vittima  tende a sminuire o a giustificare l’aggressore. Oppure perché vivono come seconda violenza lo sradicamento dalla propria abitazione e dal proprio contesto di vita.

Spesso la consulenza psicologica con le nuove utenti si protrae nel tempo (oltre la media di 3/4 colloqui normalmente previsti). Prendere consapevolezza della violenza subita comporta un lungo percorso doloroso e nella maggior parte dei casi richiede un costante lavoro di rete in sinergia con i diversi operatori che a vario titolo sono coinvolti nella gestione del caso.

In genere il sostegno psicologico prosegue durante l’iter giudiziale a seguito delle denunce presentate e/o della richiesta di separazione legale.

Gli ultimi dati registrano 115 segnalazioni al Centro Antiviolenza di cui 18 ritorni per un totale di 133 segnalazioni. Nella Casa Accoglienza Aurora  vi sono 7 ospiti con 8 minori.

L’analisi dei dati raccolti dagli operatori del Centro antiviolenza  evidenzia come costante, relativamente agli anni precedenti, che la maggior parte delle donne provengono dalla Provincia di Sassari. 

La nazionalità di riferimento delle donne è prevalentemente quella italiana.

La violenza a cui le donne sono esposte si verifica all’interno delle mura domestiche, mentre la tipologia della violenza dichiarata è in prevalenza quella psicologica, quella fisica e successivamente quella economica anche se nella maggioranza dei casi le forme di violenza subita come dichiarato dalle stesse donne sono multiple. L’autore della violenza è nel 64% il partner e nel 13% l’ex Partner.

Gli interventi del Centro Aurora riguardano l’ascolto, la consulenza telefonica, l’attivazione della rete dei servizi.

Le donne esposte alla violenza sono coniugate per il 37%, seguono le donne separate (29%) e quelle conviventi (20%).

Il titolo di studio prevalente è la licenza media nel 54% e nel 35% vi è il diploma.

La professione dichiarata è nel 25% quella casalinga,  nel 23% quella della lavoratrice occasionale, mentre nel 17% dichiarano di essere disoccupate.

Fondamentale il ruolo di rete dei servizi sociali territoriali per l’azione di collegamento propedeutico al supporto e all’assistenza.

Con riferimento alle tipologie di violenza che hanno determinato la messa in protezione, al primo posto c’è la violenza fisica anche se, in questo caso, le forme di violenza subita sono multiple.

Il numero di giorni di permanenza presso la Casa Rifugio è variabile e può oscillare per mesi . Le donne allontanate dal proprio contesto di vita a causa della violenza intrafamiliare  e che hanno trovato accoglienza presso la casa rifugio ad indirizzo protetto  nella maggior parte dei casi sono state accompagnate dai propri figli minori. 

L’accoglienza e l’ospitalità determina nella maggioranza dei casi l’attivazione di un percorso personalizzato di uscita dalla violenza che le operatrici della casa hanno progettato in accordo con le  donne accolte.

Merita evidenziare inoltre l’alta professionalità delle operatrici che operano nel Progetto Aurora, specializzate sul tema della violenza e della accoglienza delle donne. Per agevolare la gestione  operativa del servizio  il Centro è anche dotato  di un software che consente di rendere più immediate l’ acquisizione di notizie e informazioni e l’elaborazione dei dati statistici.

Le risorse per la gestione del progetto provengono da  fondi statali e regionali per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità e nel 2021 il Comune ha ricevuto per tramite della Regione Sardegna   DGR n. 19/33 del 21.05.2021) la complessiva somma di euro 265.000,00.

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C’ è un altro importante versante specifico su cui il Comune di Sassari interviene a tutela delle donne che hanno subito violenza o maltrattamenti, ed è quello economico. 

Sul punto occorre evidenziare come la donna vittima di violenza domestica  – che si trova in condizione di povertà materiale -può superare la condizione di dipendenza economica correlata al sopruso, solo se viene messa nella condizione di accedere ai beni essenziali e di partecipare dignitosamente alla vita sociale. A questo fine esiste una misura regionale denominata  “ reddito di libertà” finalizzata alla (ri)acquisizione della autonomia e indipendenza personale, sociale ed economica (Legge Regionale n. 33 del 2 agosto 2018). 

Inoltre il Decreto rilancio del 19 maggio 2020 (art. 105 bis) ha potenziato con altri 3 milioni di euro il Fondo per le politiche relative alle pari opportunità attraverso cui si interviene con un sostegno specifico.  

Il Comune di Sassari  (come capofila dell’Ambito plus che comprende  anche Sorso, Porto Torres e Stintino) ha ricevuto nel 2019 e 2020 la somma complessiva di euro 120.000 così ha potuto far fronte a 6 casi che rientravano nelle condizioni di intervento. Nel 2021 ha ricevuto un ulteriore finanziamento, più ampio, di euro 100.000 che comprende la possibilità di supporto anche sul versante abitativo con possibilità di estendere la sfera di intervento  in favore delle donne  vittime pur in caso non provengano dalla casa di accoglienza del Comune ma ospiti di altre strutture di accoglienza.   

La condizione di donna vittima di violenza, certificata dai servizi sociali del comune di residenza, consente di presentare le domande di accesso al Reddito di libertà al Comune di Sassari, in quanto Comune capofila del PLUS. Al momento il Comune di Sassari ha accolto sei domande.

In questo caso i  progetti personalizzati hanno previsto l’attivazione di una serie di interventi di sostegno  unitamente all’erogazione del sussidio economico, come l’accesso ai dispositivi delle politiche attive del lavoro in materia di occupazione, favorire la mobilità geografica per far fronte alla violenza ed al pericolo, o garantire la continuità scolastica per i figli minori e altre forme di intervento necessarie.

In tutti i casi la progettazione individualizzata è risultato di un lavoro sinergico tra i Servizi Sociali del Comune di residenza, i centri antiviolenza e altri soggetti pubblici e privati coinvolti.