Guerra Israele Iran

L’Iran è stato colpito da numerosi attacchi aerei israeliani. Israele ha lanciato la sua più vasta offensiva aerea contro l’Iran, dichiarando di voler fermare un presunto programma segreto per costruire armi nucleari.

Questo potrebbe far partire una nuova corsa agli armamenti. A seguito della dichiarazione di guerra di Israele, l’Iran ha annunciato che non intende più trattare con gli Stati Uniti. Anche i negoziati iniziati nei mesi scorsi per rilanciare l’accordo del 2015 sono ormai sospesi.

L’Europa, come al solito è impotente: Francia, Germania e Regno Unito chiedono calma, accompagnandosi a frasi retoriche sono privi di strumenti per fermare il conflitto. Il Governo italiano dovrebbe dimostrare un minimo di personalità indipendente , condannare ogni opzione bellica, porsi in posizione di equidistanza e avviare un urgente processo di negoziato. La Cina ha condannato apertamente Israele e ha chiesto lo stop immediato delle operazioni, mentre la Russia ha espresso preoccupazione. L’ONU è bloccata dai veti tra le grandi potenze. Intanto, secondo molti analisti, l’Iran ha già la capacità tecnica per costruire una bomba atomica in poco tempo, grazie a quantità elevate di uranio arricchito quasi al livello militare. Ma è velleitario pensare di fermare l’Iran a colpi di missili.

Merita rammentare che il programma nucleare iraniano era nato con l’aiuto degli Stati Uniti negli anni Cinquanta, ma dopo la rivoluzione islamica del 1979 i rapporti si erano interrotti. Da allora, ci sono state fasi alterne, con periodi di cooperazione e momenti di forte tensione. L’accordo firmato nel 2015 era stato un successo della diplomazia internazionale, ma fu abbandonato nel 2018 da Trump, che lo riteneva troppo debole. Dopo anni di tensione, nel 2025, Trump aveva sorpreso tutti cercando di riaprire un dialogo diretto con Teheran, spinto anche dal desiderio di lasciare un’eredità politica positiva. Ma i negoziati si sono bloccati quando l’Iran ha rifiutato di limitare il suo programma.

L’aggressione israeliana ha reso praticamente impossibile riprendere le trattative, anzi, si legge che a seguito della dichiarazione di guerra l’Iran ha dichiarato di sospendere ogni processo negoziale con la conseguenza che ora ha il tempo  (90 giorni)  per decidere  se uscire ufficialmente dal Trattato. Se l’Iran lo farà, potrà dire di avere dalla sua parte la legge internazionale. E se in futuro costruirà una bomba, sarà difficile accusarlo di violazione. Il precedente è grave: potrebbe spingere altri Paesi a seguire lo stesso percorso. La logica del diritto rischia di essere sostituita dalla legge del più forte.

Il mondo si trova davanti a un bivio pericoloso, e la Comunità internazionale, compresa l’Italia, deve agire subito per fermare questa escalation prima che sia troppo tardi.

Giugno 2025,

Sassari, Identità e Costituzione ets

Gianfranco Meazza