Nel quotidiano L’Unione Sarda si legge in data di ieri del 21 luglio che l’immobile di via Frassetto del Comune di Sassari sarebbe stato vandalizzato. (L’immagine è tratta da L’Unione Sarda).
La notizia desta notevole dispiacere.
Ora a quanto consta- sempre per quanto si legge, occorrerebbero diciottomila euro per la messa in sicurezza. Quasi cinquemila per il piantonamento notturno.
Sono cifre che il Comune di Sassari dovrà sborsare — lo raccontano le cronache de L’Unione Sarda dopo che, il 26 giugno, ignoti hanno forzato la porta dell’immobile di via Frassetto 12 e vi hanno appiccato un incendio.
E’ veramente un peccato.
Il problema è che si continua a fare gli errori di sempre. Possibile che non si riesca a correggere?! Ora occorre rimediare a un danno che qualche migliaia di euro di prevenzione avrebbe evitato.
Non si tratta di un edificio qualsiasi. È lo stabile appena ristrutturato e arredato con fondi PNRR, destinato a diventare centro servizi e stazione di posta: un punto di accesso a servizi per le persone senza fissa dimora e per i soggetti più fragili presso Monte Rosello Alto. «Ci avevano appena messo dentro i mobili, e poi qualcuno ha dato fuoco», Nella frase c’è tutto: l’investimento e l’abbandono, nella stessa settimana.
Il progetto parte nel 2022, quando il Settore Servizi Sociali del Comune di Sassari, Ente capofila dell’Ambito Plus insieme a Porto Torres, Sorso e Stintino, partecipa all’Avviso 1/2022 per il finanziamento di interventi a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Missione 5 “Inclusione e coesione”, componente 2 — Next Generation EU. Sei progetti presentati, sei approvati e giudicati idonei, per un valore complessivo che, con l’integrazione dei fondi PON, sfiora(va) circa i cinque milioni e mezzo di euro: autonomia degli anziani non autosufficienti, servizi domiciliari, contrasto al burn out degli operatori sociali, gruppi-appartamento per persone con disabilità, Housing First e, appunto, Stazioni di Posta, finanziate con oltre un milione di euro.
L’immobile di via Frassetto fu individuato dalla Giunta Campus — al tempo in cui chi scrive aveva la delega ai lavori pubblici —allora assessore ai Servizi sociale era Antonello Sassu- come struttura di accoglienza per persone in condizione di fragilità. Lo dico senza alcuna rivendicazione polemica, anzi: proprio perché il progetto è(ra) già delineato, progettato e finanziato, all’attuale amministrazione non si chiede di inventare nulla. Si chiede soltanto di prestare più attenzione e custodire ciò che si è ricevuto in consegna. Ed è esattamente qui che si è mancato.
Non è dunque fatalità, è una variabile nota, prevedibile, e come tale governabile. Un’amministrazione che investe milioni in rigenerazione sociale e poi non interviene per proteggere il risultato non ha subìto un imprevisto. Ha commesso una leggerezza evitabile.
A margine: servirebbe altresì procedere ad una ricognizione di tutti gli immobili e le aree comunali oggi vuoti, ristrutturati o in consegna, con l’individuazione per ciascuno di una misura di presidio proporzionata.
Il denaro pubblico non si difende soltanto vincendo i bandi, progettando , finanziando. Si difende anche presidiando le strutture realizzate e rendendole funzionanti.
Sassari luglio 2026
Gianfranco Meazza
